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joni goes to houstonundici mesi in texas rendono giovanna un po' fuori di testa June 24 words so leisuredbene bene bene.
caro pubblico non pagante.
e non sto parlando di mia madre e dell'irene.
perche' se mi becco 375 visite al giorno non e' possibile che lo leggano solo loro.
(o forse si, e ci faccio figura di merda da megalomane io ma scusatemi).
insomma, cari lettori.
questa e' la fine.
e che dio mi fulmini se cadro' nella tentazione di scrivere in questo blog again.
seriamente, e' finita.
spero sia stato divertente e utile e che cazzo ne so, leggere le mie modeste avventure e le mie notevoli seghe mentali.
e' finita l'avventura, e' finito anche il blog.
l'ho gia' detto che sembra parecchio irreale.
e mi dispiace se non saprete mai se il mio aereo alla fine e' arrivato sano e salvo.
e se la mia vita e' stata illuminata da un raggio di sole e gli uccellini hanno iniziato a cantare.
cosa vi posso dire, a volte ci vuole un po' di suspance.
quindi niente, se avete sempre voluto dirmi qualcosa, questo e' il momento.
niente insulti per favore, non li reggo davvero, quindi no.
ok? d'accordo?
bene, bene, bene.
seriamente, mi sento parecchio svuotata quindi non ho molto da scrivere.
le valigie sono quasi pronte.
mi avanzano 100 dollari in moneta che avrei volentieri speso da urban outfitters ma non credo che succedera'.
paccoooooooo.
vabbe', vabbe', vi saluto.
che la forza sia con voi.
e ai futuri foreign exchange students dico in bocca al lupo.
la sfiga che avrete in america e' purtroppo decisamente correllata alla sfiga che avete in italia.
ma, poi, io non so un cazzo.
tranne che e' finita.
ok, niente epica ultima parola, mi dispiace.
e' che alla fine faccio solo finta.
giovanna June 22 per questo motivo se vuoi partire non saro' certo io a fermartie quindi eccomi qui, il primo giorno d'estate, quest'estate che non si capisce bene se sara' la prima o l'ultima o semplicemente un'altra estate.
tra cinque giorni saro' a casa, e spero che il jetlag abbia uno di quegli effetti dopanti, in modo da ridurre un po' lo stress emozionale del ritorno.
ieri sono tornata dalla california.
e andata bene, sapete, un'esperienza di quelle che tra una ventina d'anni raccontero' ai miei figli credo.
mio padre non sa l'inglese, nemmeno un po', e gia' di suo non e' proprio normale, quindi e' stato un po' come viaggiare con forrest gump.
non che ci sia niente di male.
san francisco bellississisissisima, tutta gay, il simbolo della citta' e' la bandiera con l'arcobaleno, e i pukabbestia che fumano per strada, e l'amoeba records, e la gente in bicicletta e la gente in skateboard.
e le casette e le strade che vanno su giu' su, e i negozi dell'usato e i barboni, oh i barboni.
bella bella bella, ci si torna a 21 anni.
per il resto abbiamo visto un po' di vera california, messicanissima, e abbiamo visto le stelle e l'oceano e i surfers e tutte cose.
si si, come nei film.
anzi no, non come i film.
decisamente non come nei film.
magari come nei video musicali.
basta andare sull'autostrada numero 1 e ci riconosci duemila video.
cmqqqqqqq, bo, bo, bo.
oggi mi sono arrivati i punteggi dell'esame per l'universita'.
e la cosa bizzarra e' che ho avuto esattamente lo stesso punteggio per tutte e tre le sezioni.
580 su 800.
il che non e' male come sembra, soprattutto per me che l'inglese lo parlo cosi' cosi' (ahhahahah, non e' vero, lo parlo benissimo, e so anche tutti i paroloni perche' vengono dal greco e dal latino).
ma si insomma, con 1740 in un paio di universita' ci potrei anche entrare, forse forse.
ma cmq e' solo un'idea.
se decido cosa voglio fare, allora lo posso fare anche in italia.
ma se non riesco a decidere un cazzo, faccio le cose in grande e vado.
forse forse.
e cosi' sono una persona grande.
sono in possesso delle mie facolta' mentali and co.
oh cazzo, mercoledi' torno a venezia.
la stephanie e' sparita a new york senza nemmeno una mail di saluto.
ma va bene uguale.
e un po' di altra gente ha morosi vari.
e qualcun'altro non so quanto avremo in comune.
magari un sacco.
magari va tutto bene.
magari no.
la verita' e' che non ci posso fare molto su come saranno gli altri.
l'unica cosa che posso controllare e' come saro' io.
e quindi magari ce la si fa.
magari no.
magari si.
tra 22 giorni compio 18 anni.
e so come vanno queste cose.
la verita' e' che sono pronta.
a prendermi la responsabilita' di avere 18 anni.
non voglio fare finta di averne 16.
voglio averne 18.
con tutti i pro e i contro.
uh cazzo, ma si, ma si, ridiamoci sopra, beviamoci sopra, cantiamoci sopra, balliamoci sopra, scriviamoci sopra.
facciamone qualcosa di degno.
facciamo che alla fine le ore passano, i giorni pure, gli anni anche, e alla fine siamo solo esseri umani, non serve farne una gran questione.
facciamo che ho passato dieci mesi in texas, e i dieci mesi sono finiti e io sono ancora viva nonostante tutto.
e se restavo a casa a quest'ora non ero mica cosi'.
e ora come ora sono abbastanza a posto.
abbastanza.
il che e' il massimo che io abbia mai raggiunto finora.
June 11 what in the worldlast fm non parte.
e allora itunes, tokio police club.
mi fa male la pancia.
e anche la testa e la schiena e un punto impreciso tra le due.
credo che vomitero'.
ho stampato fogli e fogli di mappe della california.
domani per andare in aereoporto prendero' un mezzo pubblico.
e' la prima volta in vita mia che prendo un mezzo pubblico qui a houston.
se vivi abbastanza a lungo le vedi proprio tutte.
i vicini che mi hanno ospitato in questi giorni sono incazzati con me.
non so nemmeno perche'.
io odio fare incazzare la gente senza sapere perche'.
e' fastidioso, come se a farli incazzare fosse qualcosa che tu non consideri incazzante.
io non voglio essere quel genere di persona che fa incazzare gli altri senza rendersene conto.
mi piace essere consapevole dei miei errori.
mi piace considerarli errori.
quindi domani si rivede il papi.
chissa' se staremo in silenzio o parleremo.
chissa' se mi dira' che sono grassa, o che sono bella come il sole.
chissa' se gli piacera' l'america.
ad andrea e' piaciuta, credo.
gli e' piaciuto urban outfitters, e gli e' piaciuto il lago.
credo che se vedesse new orleans gli piacerebbe ancora di piu'.
new orleans e' un posto da andrea, sempre che non la ammazzino di botte.
il che potrebbe decisamente succedere.
in camera mia il letto e' coperto di vestiti e valigie.
dormiro' sul letto del fratellino o della sorellina.
con la scusa che in camera mia ci sono mille gradi.
fuori ci sono mille gradi.
tra due settimane a casa.
dove si possono dire le parolaccie, dove si puo' bere, dove si puo' fumare.
dove c'e' la tua famiglia, dove ci sono i tuoi amici.
dove ci sono tutte quelle cose che eri stanca di vedera.
quell'autobus bollente per andare a zelarino.
quelle strade che hai percorso semplicemente troppe volte.
mi sento come se fossi partita il mese scorso.
non ci posso quasi credere che sia stato un anno.
ci vogliono i controcoglioni, lasciatemelo dire.
a casa vedro' se i vestiti comprati hanno senso o no.
se il mio inglese fa ridere i polli.
cose cosi'.
se gli amici sono ancora amici.
se la famiglia e' ancora famiglia.
o forse io ero la colla che teneva tutto insieme e quando me ne sono andata e' caduto tutto a pezzi.
no, non credo, spero di no.
spero che le cose vadano bene.
le cose andranno bene.
come il gafico di intercultura, su giu' su giu'.
e poi estate chiusa dentro la biblioteca, sperando che almeno ci siano universitari decenti a cui sbavare dietro, cazzo.
greco, latino and all my old friends.
ma si, che paura dovrei avere, io sono uscita con l'ottimo dalle medie, mica cazzi.
e quella volta non avevo nemmeno la sufficienza in mate.
uhahauhauah...va a finire che gli unici debiti della mia vita me li porto in terza superiore.
pero' cazzo, e' l'ultimo anno di liceo.
me lo dovro' pur godere il fascino da diciottenne.
no eh.
vabbe', io la mia parte dell'amica che va in america l'ho fatta.
ora sta a voi farmi uno striscione con scritto uelcom bec ui lov iu.
no, cazzo, se non trovo lo striscione MI INCAZZO.
e poi entro luglio saro' con la testa dentro il cesso a vomitare.
se mi ricordo ancora come si fa.
qualcosa mi dice che e' come andare in bicicletta, non si dimentica mai.
June 10 101 degreeeeeesbene bene bene.
e quindi domani si parte.
california here we come.
ma si, perche' no, io e il papi on the road.
quest'ultima settimana tranquillissima, novantasette gradi all'ombra, casa deserta e desolata, amici bo, ogni tanto, ma non troppo.
la tentazione di usare le chiavi di casa degli stein per orgnanizzare una festa in piscina abusva era come dire forte, ma ho saputo resistere.
l'incubo della valigia e' vivo e lotta insieme a noi.
alla fine la cosa bizzarra e' che mi sono abituata a vivere qui, e ci sono cose che odio ma anche cose che amo.
e i miei amici, magari pochi e bizzarri, mi mancheranno.
e mi mancheranno i fratellini.
e lo shopping.
oh, come mi manchera' lo shopping.
vabbe', cazzo, sto un po' fuori di testa, ma alla fine va a momenti.
mancano due settimane, cribbio.
di cui dieci giorni li passero' in california.
quindi mancano in teoria cinque giorni cinque.
e ci sono persone luoghi e cose che non vedro' mai piu', maaaai piuuuuu'.
e' proprio finito, sapete.
over, over, oveeeeer.
e ormai sapete come sono fatta, io non prendo mai niente alla leggera.
quindi sta cosa del ritorno mi massacra interiormente non poco.
pero' c'e' una grande possibilita' che alla fine tutto si sistemi.
trovare un equilibrio.
cazzo, non sara' facile.
pero' cmq, si puo' fare.
tutto sommato la cosa migliore e' non sapere come andra' a finire, perche' cosi' si puo' vivere al momento, e ogni minimo avvenimento e' una sorpresona.
certo, niente e' andato come mi sarei immaginata, e forse dico forse se avessi saputo che sarebbe andata a finire cosi' ci sarei rimasta di merda, un anno fa.
ma alla fine l'ho capito presto che sarebbe andata a finire cosi'.
che poi non e' mica finita in tragedia.
ho evidentemente trovato quello di cui avevo bisogno.
e magari la mia adolescenza non e' stata facile, ma cazzo, nessuna adolescenza lo e'.
ah gia', qualcuno ha lasciato un commento molto poco carino
e io ho i miei sospetti, spero sbagliati, su chi e' questa persona
bo, non ho nemmeno capito se questa persona il blog lo legge
e cmq, cioe', un momento
le vedete davvero come lamentele senza fine?
no, perche', un momento, non sono lamentele
sono riflessioni, ecchecazzo
e cmq, vaffanculo, cosa vuol dire la frase
"beata te che sei in america"?
cosa cazzo sarebbe poi, l'america
cioe', ok, vivo nella parte ricca della citta'
non posso uscire di casa perche'
punto primo: ci sono quaranta gradi all'ombra con umidita' al duecento per cento
punto secondo: non c'e' assolutamente nulla da fare
io vivo in west u, houston, texas
non in america
e non mi lamento, perche' tanto tra cinque giorni me ne vado
ma cosa cazzo ne puoi sapere tu, di com'e' west u?
che poi e' carinissima, con tutte le case ordinate, ma cmq
io riconosco il valore dell'opportunita' datami, questo si
e delle mie opportunita', ne ho ampiamente usufruito
non mi sono mica chiusa in casa a piangere per dieci mesi
cioe', magari per un paio di mesi si, ovvio che si
ma poi vaffanculo mi sono anche reffata
se poi ogni tanto avevo voglia di scrivere sul mio stupido blog qualcosa
qualche stupida riflessione emo
io l'ho scritta
e certe cose mi fanno male a rileggerle, ma altre no
e cmq, vaffanculo, questo e' uno stupido blog in cui scrivo nei momenti vuoti
lo legge mia madre, tanto per darti un'idea
e credo che se qualcuno mi odia per quello che scrivo
sono solo cazzi suoi
perche' magari scrivo vaneggi e cazzate
ma nulla per cui qualcuno mi debba odiare, no?
(se chi ha lasciato il commento e' chi penso io, mi odia per ben altre misteriose ragioni)
e alla fine bo, magari non me lo meritavo l'anno all'estero
lo avrebbero dovuto dare a qualcuno che se lo sarebbe goduto
pero' l'anno all'estero non e' solo about goderselo e fare merdon
e farsi i piercings e i tatuaggi, e ubriacarsi e scopare
e' about altre cose, dio cristo
altre cose June 07 altro che indie cindyin questo momento ho una crisi di identita' profondissima.
ma proprio profonda.
suppongo che sia una cosa normale per qualcuno che ha passato dieci mesi della sua vita a vivere in un modo, ed altri anni a vivere in un altro, variando stili e abitudini abbastanza spesso.
devo fare ordine nella mia testa per vedere un po' cosa voglio, e a volte scoprire cosa si vuole davvero e' una cosa complicatissima.
ma proprio complicata.
ci sono persone al mondo che non si fermano mai a chiedersi: chi sono davvero?
io me lo chiedo dall'asilo.
da piccola avevo quasti momenti in cui il nome giovanna fluttuava davanti a me, e all'improvviso vedevo il mondo da fuori, tipo dalla spazio, e mi rendevo conto della mia piccolezza.
erano momenti che arrivavano all'improvviso e che mi provocavano sensazioni stranissime.
dopo i 9 anni non ho mai piu' avuto quelle "visioni".
ancora oggi mi chiedo cosa diavolo fossero.
cmq, si diceva, non so proprio cosa voglio.
ne tanto meno chi sono.
quindi le mie certezza, a cercarle bene, risiedono in cose tipo: tra quattro giorno andro' in california, tra venti giorni saro' in camera mia a venezia.
cose cosi'.
ma sapere la posizione non aiuta poi molto.
so solo dove saro', ma non so cosa pensero', cosa staro' facendo, cosa succedera'.
ma almeno so dove saro'.
prestissimo ci sara' la domanda: dove saro' io tra un anno?
al che non ho alcuna risposta.
se ora mi fisso con eugene lang the new college for the liberal arts, finisce che la mia vita si trasforma in qualcosa di strano.
sono in grado di vivere a new york?
sono in grado di vivere da sola, in america?
ma poi, se rimango in italia, la domanda e', di nuovo, dove?
torino? ma se poi succede che torino e' una merda?
bologna? ma se poi succede che bologna e' come sembra vista da fuori?
dio, sono decisamente non pronta per l'universita'.
cosa studiare?
dams? psicologia? giornalismo?
e con che cazzo di carriera in mente, qualcuno mi puo' spiegare?
l'unica cosa e' l'erasmus, se rimango qui mi do all'erasmus.
in spagna, in svezia, in inghilterra.
cazzo, sono decisamente pronta per il grande passo.
io fosse per me avre quattordici anni per sempre.
che poi lo dico cosi' per dire, perche' a quattordici anni io stavo di merda.
si, magari uscivo con i ragazzi.
ma con che risultati? dai, ci ridiamo su ancora adesso.
si, magari ero magra come un fuscello.
ma a causa del malessere ansiotico che mi faceva vomitare succhi gastrici dalla mattina alla sera.
e i voti impossibili in latino e greco? si, ma studiando come una cogliona ogni giorno.
e si, conoscevo tutti, ma quanti erano davvero miei amici?
piu' cresco piu' capisco che alcune delle cazzate che ho fatto in quel periodo li sono le cose che resteranno per sempre nella sezione ERRORI DI CUI PAGHERAI LE CONSEGUENZE PER SEMPRE, della mia vita.
quindi, la morale e', dalle medie in su la strada e' tutta in salita?
no, non credo, la strada e' come un grafico di intercultura.
pim, pum, pam, patapum, pimpam, pumpum.
avete capito, no.
pero' e' complicato, eh, e' complicatissimo.
mi piacerebbe potermi svegliare domani ed avere gia' figli, marito, lavoro, casa.
ma poi anche no.
e come quando inizi le medie e vorresti solo essere laureato.
il cazzo, ragazzina, ci saranno momenti del cazzo, lunghissimi momenti del cazzo, ma anche cose super iper eccitantissime, brevissime ma intense, e ti assicuro che per alla fine ne vale la pena.
capite? tra un mese compio 18 anni.
magari non li dimostro, perche' sono grassa e sembro piu' piccola.
pero' ce li ho davvero.
e devo cominciare a combattere.
e magari non portera' da nessuna parte.
ma cmq, poi un giorno si impara che il vero senso della vita sta nelle persone.
le cose, le idee, persino i tanto incerti luoghi, non valgono piu' di tanto.
quello che vale sono le persone.
e quindi un buon motivo per andare avanti sono i sei miliardi di persone su questo pianeta.
credo che l'idea di andare a casa mi renda per forza piu' positiva.
mentre ero qui potevo deprimermi finche' folevo, ma ora non ho scuse.
ora devo fare un respiro profondo ed essere all'altezza dei sogni che ho.
sono i miei sogni, e io sono alla loro altezza, per forza di cose, no?
eh si, per forza di cose.
e cmq finche' c'e' last fm nulla puo' andare storto.
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